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In Italia le esperienze di terapia “all’aperto” sono ancora una nicchia.
Quando si pensa alla terapia, sopratutto alla terapia psicologica, si pensa naturalmente ad uno studio, dove con uno/una psicoterapeuta, si possono avere degli incontri individuali, di coppia, familiari o di gruppo. Spesso è il setting a definire ciò che si fa.
Ma spostiamo l’attenzione alla parola “terapia”: il termine deriva da greco e letteralmente significa “una cura per guarire”. Il focus è la guarigione da una malattia (fisica o psichica) o l’alleviamento dei sintomi di una patologia. Il setting, cioè il luogo dove si svolge la terapia, è solo funzionale alla terapia stessa.
Ci sono situazioni per cui è bene fare terapia al chiuso, in uno studio (ad es. elaborazione di un trauma), mentre altri in cui è possibile uscire in natura.
Si può semplificare dicendo che quando l'ambiente crea il problema, il cambio di luogo può essere una soluzione o un mezzo per raggiungerla. Se parliamo di stress è facile comprendere come ambiente urbano e routine di vita quotidiana siano i fattori scatenanti.
In letteratura vi sono ormai molti studi che dimostrano che stare in natura può dare molti benefici
per la salute mentale:
• aumento dell’attenzione,
• sviluppo di processi cognitivi,
• miglioramento della memoria,
• diminuzione di stress e ansia,
• miglioramento della qualità del sonno,
• miglioramento della stabilità emotiva,
• miglioramento del benessere auto-percepito e della qualità della vita.
Camminare in un bosco è una vera e propria medicina preventiva, che può essere usata senza controindicazioni per combattere lo stress, l’ansia, la depressione ma anche patologie fisiche
(diabete, problemi cardiaci,...).
L’uomo è geneticamente predisposto per vivere immerso negli ambienti naturali: per secoli il contatto con l’ambiente naturale di nascita ha caratterizzato la vita umana, per questo quando si trova a contatto con boschi e foreste l’organismo trae grossi giovamenti. Villaggi e città, costruiti per creare sinergia tra le persone, non prescindevano mai dall’ambiente naturale di riferimento (fiume, collina, montagna, costa marina,...).
Camminare in natura connette ad un ancestrale senso di libertà.
Ovviamente è importante ricreare un rapporto sano ed esclusivo con la natura, dove non vi siano elementi di distrazione della vita quotidiana. Camminare in un bosco guardando lo smartphone, pensando ai problemi quotidiani, avendo paura di incontrare animali, controllando il tempo per gareggiare con altri non dà lo stesso beneficio che godersi un rapporto esclusivo con l'ambiente naturale, concentrandosi sulla percezione che si riceve dai 5 sensi:
- vista – i cromatismi naturali (con prevalenza di verde e azzurro) provocano rilassamento e distensione al nostro cervello,
- olfatto – attenzione sul respiro, sui profumi e sulla temperatura dell’aria, port naturalmente a satre nel presente (principio del respiro nella mindfulness)
- tatto – permettersi di toccare, percependo sulla pelle stimoli ricettivi nuovi, permette l’attivazione di aree celebrali
- udito – ascolto attento e selettivo, suoni nuovi che destano curiosità e portano l’attenzione al mondo esterno ed interno contemporaneamente
- gusto – assaggiare ciò che di commestibile la natura offre e scoprire cose nuove
Respirare in un bosco ha non solo un beneficio psicologico, ma permette anche l’inalazione di monoterpeni, ossia componenti organici volatili contenuti negli oli essenziali delle piante, che hanno un vero e proprio effetto medicinale sul corpo (agiscono sugli stati d’ansia, sono bronco dilatatori e hanno effetti antibatterici). Il monoterpeno più conosciuto è il mentolo, contenuto nell’olio di menta.
La terapia forestale è stata indicata dalle Nazioni Unite come uno strumento fondamentale per la ripresa dopo i duri mesi della pandemia. In Giappone si pratica da secoli lo shinrin-yoku, attività oggi prescritta dai medici per alleviare il dilagare di disturbi legati al sovraccarico di lavoro nel paese.
Ci sono diversi nomi che identificano questo tipo di terapie e connotano le esperienze italiane: montagnaterapia (movimento di cui faccio parte, a cui dedicherò un altro articolo), terapia dell’avventura, terapia forestale
Imparare il giusto modo di camminare In un bosco permette di avere, per sempre, una terapia facilmente fruibile, disponibile a costo zero.
A breve, scriverò un articolo, dove racconterò dei benefici dello stare in contatto consapevole in natura, in gruppo! Seguimi!
Antonella Frecchiami – Psicologo/a
Professionista iscritto all'Albo degli Psicologi della Regione Lombardia n. 8845
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